Italia, quando uno ha le idee chiare…. :-)
1 settembre 2011 in Editoriali
Il capo dipartimento del MIUR G. Biondi è uno che ha le idee chiarissime e… in certi casi mutevoli (ma è un pregio). Due anni fa, quando tentava di dirci come si doveva fare il progetto di scuola digitale della Sardegna (ma per fortuna non l’ascoltammo), diede una valutazione molto negativa della mia proposta di sviluppare i contenuti a partire dal coinvolgimento dei docenti, così come il progetto prevede e come mi auguro alla fine si faccia veramente (in caso contrario sono determinato a interrompere ogni forma di collaborazione sullo stesso progetto). Il dott. Biondi allora era totalmente schierato con gli editori (quelli grandi, non quelli piccoli), tanto che si è inventato un progetto di editoria digitale ministeriale per me totalmente inutile. In questo articolo, seccato perché il suo modellino non sembra incontrare i favori dei più, se la prende con gli insegnanti. Sarebbero troppo vecchi e ancora incapaci di vedere i grandi vantaggi dei prodotti digitali. Addirittura gli scappa un’affermazione che fa sorridere. Secondo il Nostro, il bisogno di prodotti digitali deve essere indotto. I docenti cioè vanno “convinti” ad usare strumenti e oggetti che gli dovrebbero invece semplificare la vita. Se il digitale è un vantaggio ( e lo è se lo si porge in maniera corretta, magari lasciando fare il mercato e non i burocrati) non mancherà di imporsi, a patto che non si attivi un modello sballato. Si lascino le persone libere, si cerchi di coinvolgerle, magari si tenga d’occhio il mercato ed è probabile che il risultato verrà da se . Esattamente come è successo per i telefonini. Nessuno ce li ha imposti, nessuno ha fatto corsi di formazione, eppure tutti li usiamo perché ci semplificano la vita, anche se spesso se ne fa un uso inopportuno. Nell’articolo citato, seccato, il dott. Biondi se la prende anche con gli editori perché non gli danno retta. Come se fosse una clava e un perfetto campanello d’allarme(ed ha ragione), cita il progetto Book in progress, realizzato senza finanziamenti pubblici grazie alla determinazione e alla caparbietà di docenti di un istituto di Brindisi che, per opporsi al caro libri, si sono costruiti i libri di testo da soli e li hanno consegnati ai loro studenti gratuitamente. In questo modo hanno disintermediato. Hanno eliminato la necessità di ricorrere agli editori. C’è da dire che questa presa di posizione rappresenta una importante novità per il dott. Biondi. Ha cambiato idea ? Benissimo, meglio tardi che mai: wellcome. La filiera di produzione del testo scolastico (non del testo in generale, proprio di quello scolastico) cambierà pelle e lo farà senza bisogno di incentivi da parte del governo. Se al ministero sono convinti dell’innovazione perchè non propongono di abbassare l’iva dei testi elettronici dal 20 al 4% come è previsto per i libri cartacei ? L’unica cosa che devono fare non la fanno. Perchè ? A breve vorrei produrre qualcosa su questo argomento, per il momento, siamo ad agosto, voglio ribadire quanto segue.